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Mario Pelle Ceravolo eletto Presidente di Aicpe

Mario Pelle Ceravolo eletto Presidente di Aicpe, Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica: «Giovani e formazione sono le priorità»
Nominato il nuovo consiglio direttivo di Aicpe durante l’assemblea di Firenze. Istituita una borsa di studio per i chirurghi under 35

Realizzazione di un codice deontologico, aggiornamento continuo permanente per i soci e insegnamento ai giovani. Sono queste le priorità di Mario Pelle Ceravolo, chirurgo plastico di Roma e neo presidente dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), eletto all’unanimità durante il secondo congresso di Aicpe, che si è svolto a marzo a Firenze, radunando oltre 250 chirurghi plastici estetici di tutta Italia. Tante le novità presentate durante la tre giorni dedicata alla bellezza, in cui sono state illustrate tecniche per i principali interventi, per il viso e per il corpo, ma si è anche parlato del futuro della professione. «Sono molte le sfide che la chirurgia plastica è chiamata ad affrontare – afferma il neo presidente -. Sempre più persone vogliono star bene con se stesse e con il proprio corpo e, per farlo, ricorrono a medicina e chirurgia estetica. In questi ultimi anni moltissimi sanitari di diverse specialità hanno iniziato a esercitare questa disciplina senza avere una preparazione specifica e questo fenomeno, purtroppo, è all’origine di molte delusioni e risultati insoddisfacenti. Per ciò che concerne i pazienti, oggi è rarissimo il classico caso di persone che affrontano ripetuti interventi per assomigliare a una bambola o al cantante preferito. La stragrande maggioranza dei trattamenti viene richiesta da persone adulte e consapevoli, che vogliono sentirsi meglio nella loro pelleeliminando un difetto, sia esso congenito o acquisito, che li disturba».
In questi anni la disciplina è profondamente cambiata: «Oggi la chirurgia plastica non è più un metodo approssimativo o sperimentale, al contrario, è una scienza complessa che esige una preparazione approfondita ed un aggiornamento continuo da parte di chi la esercita – prosegue Pelle Ceravolo -. Aicpe rappresenta una categoria di professionisti che vogliono offrire ai pazienti un trattamento nel rispetto della serietà e della professionalità, con la finalità di ottenere un risultato realistico e scientificamente prevedibile. Quindi non fumi ed incantesimi, ma tecniche sicure e scientificamente provate con un margine di rischio molto basso».
Diverse le priorità individuate dal neo presidente: in primo luogo il perfezionamento di un codice etico e deontologico specifico della nostra disciplina che stilizzi il comportamento di ogni chirurgo, evitando fra i professionisti una competitività che sia basata su atteggiamenti commerciali del tipo “paghi due e compri tre”, come spesso accade in internet. «Il paziente ha tutto il diritto di scegliere il suo medico secondo criteri qualitativi, e di preferenza ed esigenza personale, come anche ogni chirurgo ha la facoltà di rendere visibili il suo curriculum e le sue capacità tecniche. Ma sono questi ultimi i criteri importanti per una decisione seria e responsabile nella scelta del professionista, non le pubblicità adescatrici ed ingannevoli comunissimi sulla carta stampata o sulla rete, che nascondono una bieca commercializzazione dell’arte medica» continua il presidente Pelle Ceravolo. E ancora: incrementare i rapporti e la collaborazione scientifica con le varie società internazionali in modo da rendere continuativo lo scambio di informazioni e l’aggiornamento dei soci. «La nostra associazione è ormai un organismo riconosciuto dalle più importanti istituzioni mondiali di chirurgia plastica e siamo orgogliosi che i nostri migliori elementi vengano continuamente invitati in ogni parte del mondo ad insegnare ed a scambiare le loro opinioni con i colleghi delle altre comunità scientifiche» dice.
Altra priorità di Aicpe è investire nei giovani: «Formare una nuova classe di buoni chirurghi è un vantaggio per tutti: per loro, per noi e per i pazienti – afferma il presidente -. Vogliamo favorire il passaggio di conoscenze tra colleghi con più esperienza e quelli più giovani. Proporremo ai chirurghi più esperti di aprire le loro sale operatorie a chi vuole imparare. Il livello della chirurgia plastica estetica italiana è tale, al giorno d’oggi che i nostri giovani colleghi possono ottenere un’ottima preparazione in Italia, senza dover necessariamente andare all’estero con impiego di risorse che non tutti possono permettersi». Tra le iniziative promosse, è stata istituita una borsa di studio alla memoria del chirurgo plastico Francesco Vaccarella, riservata ai soci Aicpe under 35.
Fondamentale è anche l’aggiornamento permanente di tutti i soci: «Cercheremo di creare sempre più occasioni di formazione, anche a distanza utilizzando internet, in modo da renderle più semplici e meno costose» conclude Pelle Ceravolo.

Oltre al presidente Mario Pelle Ceravolo, il nuovo consiglio direttivo Aicpe è composta da Luca Siliprandi, vicepresidente, Pierfrancesco Cirillo, segretario, e Alessandro Casadei, tesoriere. Il presidente uscente, e primo presidente di Aicpe, Giovanni Botti è stato invece insignito della carica di presidente onorario. I consiglieri sono: Giovanni Brunelli, Gianluca Campiglio, Eugenio Gandolfi, Andrea Paci e Luca Piovano. I probiviri sono Emanuele Bartoletti, Gianfranco Bernabei e Flavio Saccomanno. Il consiglio direttivo resterà in carica per i prossimi due anni.

Mario Pelle Ceravolo si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Roma e si è specializzato in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica all’università di Rio de Janeiro ed a Roma con studi e lunghe esperienze lavorative negli Stati Uniti. Ha conseguito il Diploma FLEX negli Stati di New York, Florida e California. È stato assistente di Ivo Pitanguy, riconosciuto come uno dei migliori chirurghi plastici al mondo. Membro di diverse associazioni di categoria internazionali, è docente nei master di chirurgia estetica all’Università di Padova . È direttore del corso di Anatomia Dissettiva all’Università di Wien, Austria. È consulente specialistico per la Chirurgia Plastica di AMAMI (associazione per i medici accusati di malpractice ingiustamente) ed è referente dell’ACPIC (Associazione Italiana Chirurghi Plastici dell’Italia Centrale). È membro di molte società scientifiche internazionali ( ASAPS, ASPS, ISAPS, AEXPI etc.). È autore di un libro in due volumi sulla chirurgia estetica del volto. Ha eseguito, come primo operatore, oltre 20.000 interventi di chirurgia plastica. Esercita la libera professione alla Clinica Villa Margherita di Roma e all’Hesperia Hospital di Modena.

AICPE. L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima in Italia dedicata esclusivamente all’aspetto estetico della chirurgia, è nata nel settembre 2011 con l’obiettivo di dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad Aicpe al momento hanno aderito oltre 200 chirurghi in tutta Italia, tra cui si annoverano professionisti di fama e docenti universitari. Membri di Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, che aderiscono a un codice etico e di comportamento da seguire fuori e dentro la sala operatoria. L’associazione ha elaborato e pubblicato le prime linee guida del settore, consultabili sul sito internet, in cui si descrive il modus operandi dei principali interventi. Scopo di Aicpe è tutelare pazienti e chirurghi plastici in diversi modi: disciplinando l’attività professionale sia per l’attività sanitaria sia per le norme etiche di comportamento; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica. Tra gli obiettivi c’è anche l’istituzione di un albo professionale nazionale della categoria.

Ufficio stampa Aicpe: Eo Ipso
Info: Silvia Perfetti cel. 346 9488777 mail sperfetti@eoipso.it

Il chirurgo plastico Gasparotti: “I grandi rischi del low Cost”

Il parere del “padre” della liposuzione sulla fine di Rossella Daga, la cagliaritana morta dopo un intervento di chirurgia estetica.

Il professor Marco Gasparotti è il “padre” della liposuzione, uno degli interventi estetici maggiormente richiesti dalle donne. Il chirurgo analizza le controindicazioni dell’intervento a cui si è sottoposta Rossella Daga, la cagliaritana 39enne morta il giorno dopo il “ritocco” letale. “Non bisogna dimenticare che prima della parola estetica c’è sempre la parola chirurgia. La liposuzione è un vero e proprio intervento e come tale deve essere affrontato”, dice Gasparotti.

Sicurezza e chirurgia plastica: quanto può avere influito il fatto che la donna si sia fatta operare in uno studio medico privato e non in un ospedale pubblico?

“Ha inciso al 100 per cento. La chirurgia estetica si fa o in cliniche private dotate di terapia intensiva o subintensiva o negli ospedali che hanno il reparto di rianimazione. La sicurezza è alla base di ogni intervento. Oggi c’è la mania di farsi operare in anestesia locale in ambulatori low cost. Ma proprio l’eccesso di anestesia locale, non controllata da anestesisti esperti, potrebbe essere fatale”.

Cosa consiglia?

“Diffidare di chi propone interventi a basso prezzo. Una liposuzione che si effettua in strutture qualificate oscilla tra i 6mila e i 10mila euro. Non di meno”.

Quali accorgimenti deve prendere una paziente?

“Prima di fare una liposuzione, deve effettuare un esame di doppler venoso per rilevare se presenta un’insufficienza venosa, che può incidere sull’insorgenza di trombosi ed embolia. Il giorno dopo, il medico deve far indossare alla signora delle calze elastiche antitrombo. Inoltre, i liquidi persi in fase operatoria dovranno essere integrati con flebo”.

Esclude la concausa tra l’intervento e la morte della donna?

“Non sta a me fare un processo sull’accaduto: sarà l’autopsia a fare chiarezza. Ci potrebbe essere una concausa se una donna è morta subito dopo essersi sottoposta a un intervento chirurgico”.

Roberta Floris

Martedì 01 aprile 2014 11:58

Nuovo codice medici, Aicpe: «Bene il richiamo al buonsenso nel campo estetico. Ma nel documento non si parla di chirurgia plastica»

«In merito alla nuova proposta, ancora non codice ufficiale,sulla realizzazione di una nuovo Codice deontologico dei medici italiani da parte della Federazione nazionale degli Ordini dei medici, come Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), vorremmo sottolineare che il richiamo al buonsenso per i medici è sicuramente un elemento positivo, da sempre uno dei capisaldi della nostra associazione. Sosteniamo da tempo che l’unica buona chirurgia estetica è quella fatta da medici di buonsenso su pazienti di buonsenso ricercando miglioramenti di buonsenso. È doverosa, tuttavia, una precisazione: nella bozza del nuovo articolo in questione non si parla di chirurgia plastica, ma di medicina estetica, che si occupa di trattamenti estetici non invasivi». AICPE. L’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), la prima in Italia dedicata esclusivamente all’aspetto estetico della chirurgia, è nata nel settembre 2011 con l’obiettivo di dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad Aicpe al momento hanno aderito oltre 200 chirurghi in tutta Italia, tra cui si annoverano professionisti di fama e docenti universitari.

CHIRURGIA PLASTICA: NEGLI STATI UNITI SPESI NEL 2013 PI

In Italia l’intervento più praticato è la liposuzione, che ha soppiantato l’aumento di seno finito al quarto posto.
La chirurgia plastica sempre più in auge negli Stati Uniti. Negli Stati Uniti nel 2013 sono stati effettuati oltre 11 milioni di interventi di chirurgia e medicina estetica, per una spesa che supera i 12 miliardi di dollari, la cifra più rilevante dalla Grande Recessione del 2008. Di questi, 7 miliardi sono stati destinati a procedure chirurgiche e 5 miliardi a procedure non chirurgiche. È quanto emerge dai dati dell’American Society for Aesthetic Plastic Surgery (Asaps) che ha presentato i risultati del sondaggio relativo all’anno da poco concluso. «Quello che arriva dal mercato americano è un segnale positivo e importante – afferma Pierfrancesco Cirillo, segretario dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), equivalente italiano dell’Asaps -. Nel 2011 e nel 2012 in Italia, secondo i dati raccolti da Aicpe tramite un sondaggio tra i chirurghi plastici italiano, abbiamo registrato un segno negativo per quanto riguarda gli interventi di chirurgia, mentre la medicina estetica è sempre risultata in crescita. Il 2013 è andato meglio dei due anni precedenti, anche se non ai livelli americani. Ad aumentare è soprattutto la medicina estetica, che ha costi più accessibili: la gente non rinuncia a curarsi e, pur di farlo, si orienta verso trattamenti meno costosi. Il settore però è maturo e, non appena la situazione economica generale sarà migliorata, crediamo che quello della chirurgia plastica sarà uno dei settori in più forte crescita». Insomma, come avviene negli Usa, la chirurgia plastica è un indicatore importante dell’economia del Paese.

In attesa dei dati ufficiali italiani, raccolti da Aicpe a partire dal 2011 e in elaborazione per quanto riguarda il 2013, i segnali che arrivano dagli USA sembrano dunque positivi: «Gli Stati Uniti sono il primo paese al mondo per interventi di chirurgia plastica ed è naturale che siano guardati con attenzione da tutto il mondo – afferma il segretario Aicpe -. Tra i motivi c’è senza dubbio la ripresa dell’economia, che spinge le persone a investire su stesse, sul proprio aspetto e, più in generale, sul benessere. Ci sono anche motivazioni più tecniche, che riguardano metodiche sempre più avanzate, in grado di dare risultati più performanti e naturali. Il ventaglio di proposte in campo estetico si va sempre più allargando, con tecniche mini invasive che attraggono sempre più persone». Per quanto riguarda gli interventi più praticati, al primo posto c’è la liposuzione (363.912 procedure, +16,3% rispetto all’anno precedente), al secondo posto l’aumento del seno, che perde il primato (313.327 operazioni, -5.2%); al terzo la blefaroplastica (161.389, +5.4%), “tallonata” da addominoplastica (160.077, +2.3%), mentre al quinto posto c’è la rinoplastica (147.966, +2.9%). «Anche in Italia, la liposuzione è risultato l’intervento più praticato nel 2012, secondo i dati Aicpe, soppiantando così l’aumento del seno che è “scivolato” addirittura al quarto posto, preceduto da blefaroplastica (ringiovanimento dello sguardo) e lipofilling, il trapianto di grasso» considera Cirillo.

LIPOSUZIONE PER LEI E PER LUI

Arriva la bella stagione, con la voglia di sole, mare e vestiti leggeri. Allora si fa strada anche l’idea di rimodellare il corpo, magari ricorrendo a qualche ritocco quando la palestra non basta più. E in tanti scelgono la liposuzione, cioè l’aspirazione degli accumuli di grasso. «Sì—ammette Emanuele Bartoletti, chirurgo plastico di Roma—le donne chiedono di intervenire su fianchi, interno delle ginocchia, caviglie, schiena a parte posteriore delle braccia, anche se questa è la zona più difficile. Gli uomini, invece, pensano di poter ridurre addome, fianchi e doppio mento. Ma non sempre si può venire incontro alle richieste dei pazienti». Non sempre, infatti, lo specialista può esaudire la voglia di apparire più belli e più in forma. «Non bisogna sottoporsi a un intervento di lipoaspirazione— prosegue Bartoletti, componente del consiglio direttivo dell’Associazione italiana chirurgia plastica estetica (Aicpe) — quando si sta affrontando una dieta per dimagrire. Occorre aspettare di avere raggiunto un peso stabile. Se si dimagrisce dopo l’operazione, si rischia infatti che vengano meno le armonie raggiunte. Il peso va mantenuto costante, dopo la fine della dieta, per almeno quattro o cinque mesi ed è permessa al massimo l’oscillazione di un chilo». Sappiamo che si rivolgono alla liposuzione soprattutto persone dai 30 a i 50 anni, ma entrano in sala operatoria anche persone più avanti con gli anni, sebbene la loro pelle sia meno elastica e tonica di un ventenne. «Il caso va valutato bene, anche se non ci sono controindicazioni particolari — precisa Bartoletti — tuttavia quando si svuota di grasso un volume resta della cute in eccesso. Anche se si usano cannule molto sottili per l’aspirazione, tuttavia nei pazienti anziani o in quelli con cute poco elastica, bisogna favorire la retrazione della pelle. Abbiamo a disposizione due tecniche: la laser lipolisi, cioé una sonda laser che scalda il derma in superficie e ne aiuta la contrazione, e la radiofrequenza che agisce sempre scaldando il derma dall’interno». C’è, inoltre, un altro aspetto da tenere presente prima di rivolgersi al chirurgo: l’intervento non punta alla riduzione del peso di una o più taglie, piuttosto a rimodellare la superficie del corpo. «I conti non si fanno utilizzando i chili come unità di misura — spiega Bartoletti — ma in litri. I volumi di sicurezza attuali ci dicono che l’aspirato durante un intervento può raggiungere al massimo i 3 o 4 litri, dove è compreso il grasso e la soluzione fisiologica che viene usata durante l’aspirazione per ridurre il sanguinamento ».E una volta rientrati a casa le necessarie precauzioni per arrivare al risultato ottimale. Chi ha affrontato un intervento alle gambe, ai fianchi o all’addome non potrà andare subito in spiaggia, prima del semaforo verde dovrà attendere minimo un mese. «Inoltre — aggiunge Bartoletti—i pazienti dovranno indossare una guaina di contenimento nel caso di liposuzione ai fianchi, all’addome e alle gambe, mentre per un intervento al doppio mento è necessario un supporto per tenere la pelle del collo tesa verso l’alto per almeno quindici giorni». Infine, i costi: argomento importante sia per le tasche sia per la sicurezza. «Le spese dipendono dalla quantità di zone da aspirare—conclude il chirurgo plastico —e se è sufficiente l’anestesia locale oppure se bisogna ricorrere a quella generale e quindi è necessaria anche una notte di degenza. Comunque, bisogna diffidare di tariffe scontate».

Unintervento anche per gli over60: si abbina la rimozione del grasso al rimodellamento del corpo e si restituisce tono alla pelle

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Di sicurezza negli interventi di chirurgia estetica si è parlato al II° Meeting Aicpe che si è tenuto nei giorni scorsi a Firenze, moderata da Pietro Lorenzetti, specialista in Chirurgia Plastica. Un capitolo molto importante è quello relativo agli interventi di liposuzione che presentano un rischio di trombosi venosa profonda. Nonostante l’incidenza di questo problema sia rara, è stato detto al convegno, si tratta di un evento gravissimo, ecco perché qui la selezione del soggetto deve essere accuratissima. Nessun intervento estetico deve presentare un rischio alto. La trombosi è tipica degli interventi agli arti inferiori il cui rischio può essere limitato con la scelta di una anestesia locale chiamata ‘tumescente’ con un basso livello di tossicità per gli adipociti che permette una procedura veloce e poco traumatica (il sanguinamento è ridotto al minimo) e soprattutto con l’immediata deambulazione del paziente dopo l’intervento che permette di scongiurare eventi avversi, come conclude il Professor Lorenzetti. Ecco gli interventi più richiesti dai pazienti. Al primo posto la blefaroplastica, sia per le palpebre superiori sia per quelle inferiori. A volte le persone si sottopongono ad entrambe. Seguono le operazioni al seno. Tre i settori in cui si agisce: per aumentare o ridurre il volume delle mammelle oppure per contrastare lo svuotamento, magari dopo una dimagrimento o il periodo di allattamento. Ci sono poi tutti gli interventi di liposuzione, molto gettonati sia dagli uomini sia dalle donne. Il grasso viene aspirato, nelle maggior parte dei casi, dall’interno delle ginocchia, dalle caviglie e dalla schiena. Gli uomini chiedono di rimodellare, nella maggior parte dei casi, addome, fianchi e doppio mento. Nell’elenco compaiono poi le operazioni di addominoplastica: cioè interventi di chirurgia plastica nella zona dell’addome.

Infine, i lifting. Oggi sono diventati interventi meno aggressivi di un tempo e puntano a dare un aspetto più riposato del volto, senza alterazioni. Di Bottega Verde, Vita Stem uomo è una crema gel addome scolpito con Regu(R)-Slim e Cellule staminali vegetali. Aiuta a tonificare, ridurre e rimodellare le zone critiche dell’uomo, ideale per l’addome e le maniglie dell’amore. Le cellule staminali vegetali preservano l’aspetto giovane e tonico della pelle. Confezione da 200 ml, 23,90 euro IDRATA ERASSODA Acquistando 40 euro di prodotti corpo di Collistar si possono acquistare a prezzi incredibili la guaina (4,50 euro) o i leggins modellanti 86,50 euro), a vita alta effetto 2 taglie in meno. Tra le novità anti-cellulite, le Capsule Anticellulite con Caffeina e Escina ad azione -urto. Da applicare con un massaggio, 14 capsule, 34 euro.

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Donatella Barbetta

 

CONGRESSO AICPE: ASSOCIAZIONE ITALIANA DI CHIRURGIA PLASTICA ESTETICA

 In corso fino a domenica il 2° congresso di Aicpe (Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica: «Attenti alla false promesse: mini-interventi danno mini-risultati» dice il presidente Giovanni Botti Niente illusioni, nessuna soluzione facile o bacchetta magica: per ringiovanire davvero non esistono scorciatoie mini-invasive, il bisturi resta l’unica soluzione. È il messaggio che arriva dal secondo congresso dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica, in corso a Firenze dove sono riuniti 250 chirurghi plastici di tutta Italia. «Un conto è quello che si desidera, un conto è la realtà – afferma il presidente di Aicpe, Giovanni Botti -. Quello che la gente cerca oggi sono soluzioni per mandare indietro le lancette dell’orologio senza dover passare dalla sala operatoria e senza avere un periodo di recupero post operatorio. Il problema è che, a oggi, questo non è possibile». Attenzione, insomma, al lato commerciale della chirurgia plastica e alle false promesse, che spesso dicono alla gente quello che la gente vuole sentire. «Ci vuole un po’ di onestà, ci sono affermazioni che non rispecchiano la verità: mini-interventi danno mini-risultati» aggiunge Botti. È un dato di fatto, tuttavia, che ci sono pazienti che non sono pronti per la sala operatoria e che vogliono trattamenti alternativi: «In questi casi si possono proporre filler o trattamenti mini-invasivi, ma è determinante che il medico sia onesto e spieghi quali saranno davvero i risultati e quale la durata nel tempo» precisa il presidente di Aicpe. Per quanto riguarda il viso, ad esempio, si sente spesso parlare di soluzioni che, con un mix di filler, laser e un approccio multidisciplinare, promettono risultati simili alla chirurgia. Ma non è la verità: «L’invecchiamento del volto è dovuto a due fattori: da una parte il contenitore, la pelle, che si dilata con gli anni, dall’altro il contenuto (grasso, ossa) che si atrofizza (si riduce di volume) – spiega Botti-. Questo porta a un rilassamento dei tessuti del volto. Inoltre la pelle è anche danneggiata superficialmente da sole e lampade, che sono la causa principale dell’invecchiamento cutaneo. Quando c’è una discrepanza tra contenitore e contenuto, con pelle troppo abbondante, per ritrovare le forme naturali bisogna sia intervenire dall’interno, agendo sui tessuti profondi, sia riposizionare la pelle ed eliminarne l’eccesso. Gonfiare non basta, anzi si ottiene l’effetto di una faccia a palla: questo è il risultato che si ha quando si vuole risolvere in modo mini invasivo una situazione che, invece, richiede il bisturi per avere un risultato naturale. E i pazienti restano molto delusi». Se i filler possono essere una soluzione per le prime rughe e cedimenti, dopo i 50 anni, in linea di massima, l’unica possibilità per ringiovanire in modo naturale è la chirurgia (blefaroplastica e lifting). Soluzioni soft come filler, fili e trapianto di grasso funzionano solo per un certo tipo di indicazioni piuttosto limitate, come “migliorare alcuni inestetismi del volto o riempire un seno un po’ svuotato. Ma per avere risultati importanti, c’è solo la chirurgia”. Il congresso di Aicpe ha offerto la possibilità di confrontarsi a chirurghi che fanno e che non chiacchierano. Molti i giovani partecipanti (un centinaio gli under 40): è stata quindi un’occasione di incontro tra giovani chirurghi, interessati a imparare e aggiornarsi, e chirurghi più esperti, desiderosi di condividere la propria esperienza. L’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica, nata nel 2011, procederà oggi al rinnovo delle cariche come previsto dallo Statuto: «Il bilancio della mia esperienza come presidente è stato estremamente positivo – ha detto Botti -. Abbiamo creato in Italia una società di importanza fondamentale nel nostro settore, che ancora non c’era, a differenza del resto del mondo. In questo modo abbiamo dato una risposta a quei professionisti che lavorano nel campo dell’estetica. E abbiamo avuto un riscontro enorme»

MEDICI. AICPE SOSTIENE LO SPOT AMAMI

In merito alle polemiche seguite alla grande risonanza che ha ottenuto la presentazione dello spot «Medici-Pazienti-Avvoltoi» di Amami, l’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), che è tra le firmatarie dell’iniziativa, ritiene opportuno fare alcune precisazioni: «Sosteniamo lo spot di Amami (Associazione per i medici accusati di malpractice ingiustamente) e ne condividiamo i contenuti. Tuttavia vogliamo prendere le distanze da alcune interpretazioni che sono state date, in particolare quelle in cui si identifica nella figura degli avvoltoi una sola categoria professionale» afferma Mario Pelle Ceravolo, vice-presidente dell’Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica. «L’intento del messaggio pubblicitario di Amami è denunciare l’attività di una serie di persone che operano in diverse categorie, approfittando dei pazienti per ricavarne profitto. Quello che si vuole condannare quindi non è una particolare categoria professionale, ma un comportamento che è, purtroppo, trasversale. È erroneo quindi identificare gli avvoltoi dello spot con gli avvocati». Conclude Pelle Ceravolo: «Ci sono due diritti importanti da difendere: quello dei pazienti, che devono essere curati da medici responsabili e conservare il proprio diritto ad ottenere la migliore qualità della cura, e quello dei medici, che devono essere posti nelle condizioni di esercitare la propria professione con coscienza e tranquillità senza avvoltoi intorno che possano disturbare ed inquinare il rapporto medico-paziente».

CHIRURGIA PLASTICA, ECCO IL PROTOCOLLO PER IL MIGLIOR SENO POSSIBILE

A Padova, in un evento patrocinato dall’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica, si

DALLA CHIRURGIA PLASTICA ITALIANA UN AIUTO PER LE FILIPPINE:

AicpeOnlus ha donato 10mila euro all’associazione No One In Need

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