<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>La Chirurgia Estetica in Italia</title>
	<atom:link href="http://www.chirurgia-estetica.eu/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.chirurgia-estetica.eu</link>
	<description>Le più importanti società scientifiche, i principali siti , i chirurghi più popolari</description>
	<lastBuildDate>Thu, 19 Jan 2012 22:11:11 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.2</generator>
		<item>
		<title>Addio al pioniere degli ustionologi italiani</title>
		<link>http://www.chirurgia-estetica.eu/simone-teich-alasia/</link>
		<comments>http://www.chirurgia-estetica.eu/simone-teich-alasia/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 18:21:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin2</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia Plastica Ricostruttiva]]></category>
		<category><![CDATA[Review]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chirurgia-estetica.eu/?p=2419</guid>
		<description><![CDATA[ Simone Teich Alasia muore a 96 anni. Fondò il Centro Grandi Ustionati del Cto MARINA VERNA torino <p>Adesso che si avviava ai cento anni e guardava indietro alla sua lunghissima esistenza, Simone Teich Alasia &#8211; il chirurgo plastico fondatore del Centro Grandi Ustionati del Cto che si è spento ieri per una crisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3><a rel="attachment wp-att-2420" href="http://www.chirurgia-estetica.eu/simone-teich-alasia/alasia_g/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2420" title="alasia_g" src="http://www.chirurgia-estetica.eu/wp-content/uploads/alasia_g-300x227.jpg" alt="" width="300" height="227" /></a></h3>
<h4>Simone Teich Alasia muore<br />
a 96 anni. Fondò il Centro<br />
Grandi Ustionati del Cto</h4>
<div>MARINA VERNA</div>
<div>torino</div>
<p>Adesso che si avviava ai cento anni e guardava indietro alla sua lunghissima esistenza, Simone Teich Alasia &#8211; il chirurgo plastico fondatore del Centro Grandi Ustionati del Cto che si è spento ieri per una crisi respiratoria &#8211; aveva solo parole di gratitudine verso la vita. «Sono stato fortunato, sono stato felice &#8211; diceva -. Ho fatto un mestiere bellissimo e ho avuto tutto, anche la possibilità di fare del bene». E di vederlo riconosciuto: non solo nell’affetto grato di tante persone che sono state curate da lui, ma anche in quel Sigillo Civico che la città di Torino riserva ai cittadini «meritevoli di particolare riconoscimento» e che lui, ungherese naturalizzato italiano, aveva accolto con fierezza e commozione.</p>
<p>Nato a Budapest nel 1915 in una famiglia ebraica, era venuto a Torino negli Anni 30 per studiare medicina. Ma anche qui lo aspettavano le leggi razziali. Con il nome di Tullio Salvi fu nascosto in un ospedale, dove lavorava un po’ defilato e aveva una sua stanza. Ma qualcuno lo denunciò. Fu catturato e incarcerato nella fortezza di Civitella del Tronto, nelle Marche, da dove riuscì a fuggire. Raggiunse Torino e si unì ai partigiani delle Valli di Lanzo, per i quali organizzò &#8211; con pochissimi mezzi &#8211; un ospedalino da campo in Val Grande. I tedeschi misero una taglia su di lui ma non lo presero mai.</p>
<p>Dopo la liberazione si specializzò in chirurgia plastica a Torino e Londra, da dove portò tecniche innovative per le ustioni. Fu così che quando la città decise di costruire l’Ospedale Traumatologico, il professor Teich Alasia fu incaricato di progettare e dirigere il Centro Grandi Ustionati, di cui è stato primario fino al 1985. Diventato «emerito», ha creato la Fondazione per lo studio delle ustioni, dove ha guidato importanti ricerche sulla coltivazione della cute e il trattamento delle cicatrici.</p>
<p>Migliaia di persone sono passate nel suo studio e sotto le sue mani, tutte accolte con il suo sorriso gentile e la parola rassicurante. Ha ridato la vita a chi era stato devastato dalle fiamme. E il sorriso a chi non era contenta della sua faccia. «Gli interventi futili non esistono &#8211; diceva -. Un lifting ben fatto, un naso di cui si è soddisfatti, danno un grande senso di sicurezza. Ho visto, nelle mie pazienti, dei cambiamenti di carattere straordinari. Non parliamo poi della ricostruzione del seno dopo un’asportazione per tumore: che felicità per queste donne, che si erano sentite condannate a una vita ritirata, poter andare in spiaggia senza mettere dei riempitivi nel costume. Io credo che esista un diritto per tutti alla chirurgia estetica».</p>
<p>Però sapeva dire dei «no». Non avrebbe mai fatto un intervento di cui non era convinto. Soprattutto quando gli chiedevano un naso «alla maniera di&#8230;.». Diceva: «Un chirurgo plastico deve avere un grande senso estetico e usarlo per valutare le richieste delle pazienti. Non si crea un viso bello mettendo insieme dei dettagli belli, è l’armonia dell’insieme che conta. Per esempio, non ha senso prendere il naso di Claudia Cardinale e metterlo su una faccia larga. Il risultato sarebbe il muso di un pechinese».</p>
<p>Il complimento più bello che una signora poteva fargli era: «Nessuno si è accorto che ho rifatto il naso». Allora era davvero contento: «Vuol dire che in nessun modo ho cambiato le caratteristiche di un volto. Perché ha senso togliere i difetti più vistosi, ma l’espressione deve restare la stessa».</p>
<p>Amava molto la musica, e fino a pochi anni fa lo si incontrava spesso al Lingotto o all’Auditorium. E sempre c’era qualcuno che gli si avvicinava e diceva: «Professore, si ricorda ancora di me?». da</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2421" href="http://www.chirurgia-estetica.eu/simone-teich-alasia/lastampatop2/"><img class="size-full wp-image-2421 alignnone" title="lastampatop2" src="http://www.chirurgia-estetica.eu/wp-content/uploads/lastampatop2-e1326824219498.gif" alt="" width="120" height="18" /></a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chirurgia-estetica.eu/simone-teich-alasia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>LE PROTESI PIP : E SE VOLESSI COMUNQUE CAMBIARLE ?</title>
		<link>http://www.chirurgia-estetica.eu/sostituzione-protesi-pip/</link>
		<comments>http://www.chirurgia-estetica.eu/sostituzione-protesi-pip/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 11:33:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin2</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Originali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chirurgia-estetica.eu/?p=2417</guid>
		<description><![CDATA[<p>Le notizie, a volte contraddittorie, riportate dai mas media riguardo la pericolosità delle protesi PIP ha provocato un allarme grave, anche se spesso ingiustificato, in molte pazienti. Gli organi istituzionali e le principali associazioni scientifiche concordano nell&#8217;indicare solo la rottura come vera indicazione alla loro sostituzione. Allo stesso modo concordano nel rassicurare che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le notizie, a volte contraddittorie, riportate dai mas media riguardo la pericolosità delle protesi PIP ha provocato un allarme grave, anche se spesso ingiustificato, in molte pazienti. Gli organi istituzionali e le principali associazioni scientifiche concordano nell&#8217;indicare solo la rottura come vera indicazione alla loro sostituzione. Allo stesso modo concordano nel rassicurare che non è messa in alcun modo a repentaglio la vita delle pazienti portatrici di protesi PIP in quanto non è stata dimostrata alcuna incidenza del silicone incriminato sulla incidenza del tumore della mammella. Tuttavia una doverosa e rapida riflessione sul che cosa è la salute, implica che essa non è solo una condizione di benessere fisico ma anche psicologico ed il sapere di avere inserito nel proprio corpo un dispositivo di cui quanto meno ancora si discute sulla eventuale pericolosità certamente può costituire un motivo di grave stress per molte pazienti. Ancora una volta è la disponibilità economica ad incidere pesantemente sul problema in quanto coloro che possono permetterselo possono decidere liberamente, indipendentemente dalle indicazioni, di sostituire le protesi. Il SSN , considerato anche il momento di grave crisi economica, non prevede giustamente di intervenire se non nei casi di rottura. Per molte pazienti che hanno effettuato l&#8217;intervento o investendo tutti i loro risparmi o addirittura ricorrendo ad un finanziamento, questa posizione è ritenuta ingiusta . Avendo di recente portato avanti l&#8217;iniziativa di effettuare gli interventi di chirurgia estetica in regime di intramoenia all&#8217;interno della struttura pubblica, sono giornaliermente contattato da numerose pazienti che mi chiedono la possibilità di effettuare la sostituzione a carico del SSN, ma ad esse non posso fare altro che confermare le indicazioni del ministero. Stimolato da ciò ho ritenuto pertanto, nell&#8217;ambito delle mie possibilità, di dare una mano a queste pazienti prevedendo la possibilità di effettuare l&#8217;intervento di sostituzione in regime di intramoenia ad un costo veramente basso. Sto anche adoperandomi presso le principali case produttrici di protesi di buona qualità affinché assicurino a queste pazienti particolari agevolazioni. Per ulteriori informazioni visitare il link <a href="http://www.daysurgeryroma.org/a-l-p-i/alpi-chirurgia-plastica/tariffario-ospedale">http://www.daysurgeryroma.org/a-l-p-i/alpi-chirurgia-plastica/tariffario-ospedale</a>/.<br />
Gaetano Esposito</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chirurgia-estetica.eu/sostituzione-protesi-pip/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>PROTESI MAMMARIE: AMAMI, I CHIRURGHI NON DEVONO PAGARE LE COLPE DELLA “PIP”</title>
		<link>http://www.chirurgia-estetica.eu/protesi-mammarie-amami-i-chirurghi-non-devono-pagare-le-colpe-della-%e2%80%9cpip%e2%80%9d/</link>
		<comments>http://www.chirurgia-estetica.eu/protesi-mammarie-amami-i-chirurghi-non-devono-pagare-le-colpe-della-%e2%80%9cpip%e2%80%9d/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2012 18:03:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin2</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia Estetica]]></category>
		<category><![CDATA[Costumi e società]]></category>
		<category><![CDATA[Review]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chirurgia-estetica.eu/?p=2404</guid>
		<description><![CDATA[<p>LA DITTA HA VENDUTO OLTRE 400.000 PROTESI COSTRUITE CON MATERIALI NON IDONEI</p> <p> </p> <p>A seguito della truffa sulle protesi mammarie perpetrata dalla ditta Poly Implant Prothése, l’associazione AMAMI mette a disposizione i propri legali attraverso lo “Scudo Amami”.</p> <p>La ditta, dopo aver ottenuto il marchio CE necessario alla commercializzazione degli impianti mammari, in data [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">LA DITTA HA VENDUTO</span></strong><strong> OLTRE 400.000 PROTESI COSTRUITE CON MATERIALI NON IDONEI</strong></p>
<p><strong><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;"> </span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">A seguito della truffa sulle protesi mammarie perpetrata dalla ditta Poly Implant Prothése, l’associazione <strong>AMAMI mette a disposizione i propri legali attraverso lo “Scudo Amami”</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">La ditta, dopo aver ottenuto il marchio CE necessario alla commercializzazione degli impianti mammari, in data imprecisata, ha contravvenuto agli obblighi relativi alla qualità dei materiali dichiarata ed ha <strong>costruito e commercializzato le sue protesi con materiali non idonei</strong>. <strong>La PIP ha venduto oltre 400.000 protesi in più di 60 nazioni</strong>. 30.000 circa sono state impiantate in Francia e 5.000 circa in Italia. </span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">E’ stato accertato sia in Francia che nel Regno Unito che le protesi in questione non comportano un’incidenza di patologie neoplastiche o di tossicità maggiore nei confronti delle altre protesi, ma soltanto una minore durata in termini temporali di circa nove mesi ed una maggiore irritabilità del gel in caso di rottura e diffusione nel corpo. Ciò nonostante, i mezzi di informazione hanno divulgato notizie spesso imprecise ed impropriamente allarmanti che hanno sparso il panico fra decine di migliaia di pazienti.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">Il Ministero della Salute italiano ha provveduto ad un’informazione chiara e precisa sul caso per informare le pazienti in cui queste protesi sono state impiantate, peraltro nel rispetto di ogni norma legale in quanto ogni impianto era regolarmente in possesso di omologazione CE, come le protesi di tutte le altre case produttrici. “<em>E’ evidente</em> &#8211; come sottolinea Mario Pelle Ceravolo, vice presidente dell’AICPE (Associazione Italiana dei Chirurghi Plastici Estetici), in partnership con AMAMI -<em> che<strong> nessuna responsabilità medico-legale può essere imputata ad un medico per aver impiantato questo tipo di protesi</strong></em><strong>”</strong>.</span></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman'; font-size: small;">E’ già in corso una <strong>class action da parte del CODACON nei confronti della ditta PIP</strong> (già fallita) e delle autorità di controllo deputate ad asseverare la qualità dei dispositivi medici.</span></p>
<p><strong><span style="font-family: Garamond; font-size: small;"> </span></strong></p>
<p><span style="font-family: 'Times New Roman';">Clarissa Zamprioli<br />
Ufficio Stampa AMAMI<br />
Tel.             06 8082454       - Fax 06 8072351 &#8211; Port. <a href="tel:339%208820682" target="_blank"> 339 8820682 </a><br />
</span><a href="mailto:ufficiostampa@associazioneamami.it" target="_blank"><span>ufficiostampa@associazioneamami.it</span></a><span><br />
<a href="http://www.associazioneamami.it/" target="_blank">www.associazioneamami.it</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chirurgia-estetica.eu/protesi-mammarie-amami-i-chirurghi-non-devono-pagare-le-colpe-della-%e2%80%9cpip%e2%80%9d/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La verità sulle protesi PIP</title>
		<link>http://www.chirurgia-estetica.eu/la-verita-sulle-protesi-pip/</link>
		<comments>http://www.chirurgia-estetica.eu/la-verita-sulle-protesi-pip/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 27 Dec 2011 17:37:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin2</dc:creator>
				<category><![CDATA[Articoli Originali]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chirurgia-estetica.eu/?p=2389</guid>
		<description><![CDATA[<p>Una protesi mammaria è costituita da un involucro di materiale plastico e da un contenuto che, nella maggior parte dei casi, almeno in Europa è costituito da un gel di silicone. La differenza fra le varie protesi è data dalla forma,dalla tipologia del gel contenuto nell’involucro e dalle caratteristiche dell’involucro stesso. La variabilità degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una protesi mammaria è costituita da un involucro di materiale plastico e da un contenuto che, nella maggior parte dei casi, almeno in Europa è costituito da un gel di silicone. La differenza fra le varie protesi è data dalla forma,dalla tipologia del gel contenuto nell’involucro e dalle caratteristiche dell’involucro stesso.<br />
La variabilità degli impianti è una conseguenza del fatto che non esiste una protesi “ per tutte le stagioni” ; ogni paziente è portatrice di una realtà anatomo-clinica diversa per cui esiste la necessità di scegliere l’impianto con le caratteristiche che più si addicono al singolo paziente ed al singolo intervento che dovrà essere effettuato su quel paziente.<br />
Nel libero mercato esistono numerose case produttrici di protesi mammarie. Ognuna delle quali offre i suoi prodotti sottolineandone le caratteristiche e proponendole ai chirurghi i quali operano la loro scelta su criteri scientifici (pubblicazioni specifiche ed esperienza personale etc.) e pratici ( facilità di reperimento e d’uso, rapporto qualità prezzo etc.).<br />
Da un punto di vista strettamente economico non è scientificamente corretto giudicare la validità di un impianto sulla base del suo costo in quanto alla creazione del prezzo di una protesi concorrono una serie di fattori: in primis le spese di marketing e di distribuzione ed in ultimo il costo di produzione. Questa priorità dei valori nella quantificazione del costo di un impianto è data dal fatto che, trattandosi di materiali di facile ed immediato reperimento la qualità dei materiali stessi ha un’influenza relativa sul costo al dettaglio dell’impianto rispetto a quello della catena marketing-distribuzione che,  invece, è molto alto.. Da ciò si evince che una protesi che costa 100 Euro di più non necessariamente offre migliori garanzie o risultati di una concorrente che ha un costo relativamente più economico.<br />
Da un punto di vista di attinenza alle regole ogni impianto deve essere contrassegnato da un marchio CE che ne garantisce la commerciabilità nei paesi dell’Unione Europea.<br />
Pertanto se esaminiamo un listino prezzi di alcuni tipi di protesi reperibili sul mercato  vedremo che esiste una minore variabilità fra alcune tipologie di impianti allineati su un listino pressoché sovrapponibile ed altre che si collocano in una fascia più alta per scelta del produttore o del distributore.<br />
PIP:                                                  740,00 E +iva</p>
<p>CUI Allergan                                      750,00 E +iva</p>
<p>Laboratoire ARION                             800,00E+ iva</p>
<p>Sebbin                                               800,00 E+ iva</p>
<p>Eurosilicone                                        800,00 E + iva</p>
<p>Esistono poi altre case  ( Allergan, Mentor,Polytech  Silimed etc. ) che propongono costi leggermente più alti spesso correlati ad una migliore distribuzione , ad una più ampia scelta di modelli o ad una maggiore e più solida penetrazione del marchio sul mercato.<br />
La Poly Implant Prothese, sul mercato da oltre 20 anni, ha prodotto e commercializzato centinaia di migliaia di impianti che per un lungo periodo non hanno creato problematiche più frequenti od importanti della altre protesi. Il 31 Marzo 2010, però, a seguito di alcune segnalazioni riguardo alcune complicazioni relative agli impianti prodotti da questa casa il Ministero della Salute francese ha constatato che le caratteristiche fisiche delle protesi PIP non corrispondevano più ai criteri necessari alla commercializzazione ed ha bloccato la vendita e ritirato dal mercato tutte le protesi PIP.<br />
Tempestivamente anche il Ministero della Salute italiano ha seguito la stessa linea d’azione con la direttiva del 1 Aprile del 2010. Sia il continente che il contenuto delle protesi appariva di qualità difforme da quella che era stata accertata al momento del rilascio dell’autorizzazione al commercio alcuni anni prima.<br />
Nel frattempo venivano eseguiti studi sui pazienti portatori di queste protesi che evidenziavano una maggiore frequenza di rottura ed una maggiore fluidità del gel che appariva di qualità industriale e non medica, quindi inappropriata, con conseguente più alto rischio di irritazione da parte del materiale sui tessuti circostanti in caso di fuoriuscita per rottura della capsula esterna.<br />
Non è mai stato accertata alcuna tossicità, né rischio di cancerogenicità nei due studi effettuati dal Ministero della Salute francese ed inglese che si sono occupati dell’argomento.<br />
Qualche giorno fa’, però, sono apparsi comunicati stampa mediatici decisamente allarmistici in cui si parlava di rischio cancro e necessità di asportazione immediata delle protesi. Ciò ha creato il panico in tutte le pazienti ,molte delle quali hanno contattato i chirurghi con paure ed ansie spesso ingiustificate.</p>
<p>La realtà dei fatti è nei seguenti punti:</p>
<p>1 Le protesi mammarie non sono eterne, di qualunque casa esse siano. Esistono pubblicazioni scientifiche attendibilissime che informano sul fatto che a dieci anni dall’intervento dal 26% al 50% delle protesi evidenziano fenomeni di importante usura o rottura conclamata. Addirittura uno studio più vecchio del 1998 (effettuato ,però,su protesi che avevano minore resistenza nel tempo) stima che dopo 15 anni l’83% degli impianti presentava fenomeni di rottura. Una ricerca più attuale, verosimilmente grazie alla migliore qualità delle protesi di più recente produzione, offrirebbe risultati meno allarmanti. Da ciò si evince che tutte la pazienti sottoposte ad un intervento di mastoplastica additiva dovrebbero essere periodicamente sottoposti ad esami clinici e radiologici per accertare l’integrità delle protesi. Tale misura precauzionale è ancor più valida nel caso delle protesi PIP.</p>
<p>2 Le pazienti che non conoscono la tipologia delle loro protesi devono farne richiesta al chirurgo che le ha operate e che dopo aver effettuato una approfondita valutazione del caso attraverso gli esami clinico strumentali ( ecografia e risonanza magnetica) suggerirà la condotta più opportuna.</p>
<p>3  Il Ministero della Salute inglese ha sottolineato che non esiste nessuna necessità di espiantare le protesi PIP a meno che non esista evidenza di fenomeni infiammatori o di rottura delle stesse.<br />
Il Ministero della Salute italiano concorda sulla stessa linea di azione. In Francia Il Ministro francese Bertrand suggerisce la necessità di rimuovere le protesi contrastando con le conclusioni degli studi effettuati.</p>
<p>4 Non esistono motivi che debbano creare panico nelle pazienti in quanto è stato provato scientificamente da accurati studi pubblicati sulla migliore rivista di chirurgia plastica americana che confermano che la rottura di una protesi debba necessariamente essere trattata con urgenza soltanto qualora il gel abbia superato la barriera che il corpo crea e che circonda sempre la protesi stessa. Qualora esista un usura od anche una rottura dell’impianto, ma senza stravaso del gel nei tessuti al di fuori di tale barriera, l’intervento di  sostituzione non ha nessun carattere di urgenza ma può essere dilazionato e programmato nel tempo. A tutt’oggi esistono decine di migliaia di pazienti che vivono con protesi che presentano una rottura intracapsulare ( in cui il gel rimane nella capsula cicatriziale formata dal corpo), lo ignorano e probabilmente morranno per cause naturali senza trarre alcun danno dagli impianti che portano con sé</p>
<p>5 Le responsabilità di questa situazione sono da attribuire esclusivamente alla casa PIP che ha pensato, verosimilmente per abbassare i costi di produzione, di usare materiali di minor qualità rispetto a quelli che utilizzava prima. Ignoriamo a che data risalga questo peggioramento nella qualità della produzione. Ad un esame fisico tale peggioramento di qualità non era assolutamente percepibile dal medico, quindi i chirurghi che hanno impiantato le protesi sono stati ingannati alla stessa stregua dei pazienti. E’ assurdo attribuire responsabilità ai medici utilizzatori di queste protesi le quali, non solo avevano il marchio CE come tutte le altre, ed un costo paragonabile a molte delle loro concorrenti ma presentavano, all’esame visivo, caratteristiche fisiche del tutto appropriate e ottimali per tali interventi. Per cui la scelta di tali impianti risultava prima della scoperta delle recenti ricerche assolutamente in linea con le norme vigenti che regolano la professione chirurgica in tutti gli stati dell’Unione Europea.</p>
<p>6 E’ opportuno sottolineare come anche gli organismi di controllo europei sui dispositivi medico-chirurgici non abbiano fatto una gran bella figura in questa occasione. Come è possibile che una volta elargita un’autorizzazione alla commercializzazione ad un certo tipo di protesi se ne controlli la qualità solamente dopo 10 anni, ed esclusivamente in seguito a segnalazioni di complicazioni ? Non dovrebbe essere importante controllare annualmente caratteristiche e qualità di tali dispositivi che vengono inseriti in decine di migliaia di pazienti e che centinaia di migliaia di pazienti portano con sé per tutta la vita ? La FDA americana è di gran lunga meno elastica e molto più severa nel permettere l’uso di qualunque dispositivo medico da usare su pazienti. Prima di ottenere un autorizzazione alla commercializzazione esige esami meticolosi in vitro ed in vivo per periodi adeguati a fornire certezze scientifiche. Inoltre tale organizzazione esercita controllo continuativo sui prodotti garantendo che i criteri necessari vengano mantenuti immutati nel tempo ed ulteriormente adeguati ai miglioramenti conseguenti ai dati riportati dalle pubblicazioni e dai sanitari di riferimento.<br />
7 Il Ministero della Salute  ha confermato che gli eventuali interventi causati da necessità di espianto saranno a carico del Sistema Sanitario Nazionale. Non sono ancora stati comunicati i dettagli e le procedure da seguire per gli aspetti amministrativi relativi a tali interventi.</p>
<p>Il Consiglio Direttivo della AICPE</p>
<p><a rel="attachment wp-att-2401" href="http://www.chirurgia-estetica.eu/la-verita-sulle-protesi-pip/aicpe-6/"><img class="alignleft size-medium wp-image-2401" title="AICPE" src="http://www.chirurgia-estetica.eu/wp-content/uploads/AICPE5-300x89.jpg" alt="" width="300" height="89" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chirurgia-estetica.eu/la-verita-sulle-protesi-pip/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Protetto: La lettera sull&#8217;AICPE inviata dalla SICPRE a tutti i soci</title>
		<link>http://www.chirurgia-estetica.eu/la-lettera-sullaicpe-inviata-dalla-sicpre-a-tutti-i-soci/</link>
		<comments>http://www.chirurgia-estetica.eu/la-lettera-sullaicpe-inviata-dalla-sicpre-a-tutti-i-soci/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 18:07:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin2</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog Chirurghi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chirurgia-estetica.eu/?p=2379</guid>
		<description><![CDATA[Non vi è alcun riassunto in quanto si tratta di un articolo protetto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<form action="http://www.chirurgia-estetica.eu/wp-pass.php" method="post">
<p>Questo post è protetto da password. Per leggerlo inserire la password qui sotto:</p>
<p><label for="pwbox-2379">Password:<br />
<input name="post_password" id="pwbox-2379" type="password" size="20" /></label><br />
<input type="submit" name="Submit" value="Invia" /></p></form>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chirurgia-estetica.eu/la-lettera-sullaicpe-inviata-dalla-sicpre-a-tutti-i-soci/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>SALUTE: ESPOSITO, PIU&#8217; CHIRURGIA PLASTICA ED ESTETICA IN OSPEDALE</title>
		<link>http://www.chirurgia-estetica.eu/salute-esposito-piu-chirurgia-plastica-ed-estetica-in-ospedale/</link>
		<comments>http://www.chirurgia-estetica.eu/salute-esposito-piu-chirurgia-plastica-ed-estetica-in-ospedale/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 14:36:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin2</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia Estetica]]></category>
		<category><![CDATA[Chirurgia Estetica nelle strutture pubbliche]]></category>
		<category><![CDATA[Review]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chirurgia-estetica.eu/?p=2358</guid>
		<description><![CDATA[<p>(ASCA) &#8211; Roma, 3 nov &#8211; &#8221;Ritengo che sia una soluzione importante quella di consentire a un chirurgo plastico estetico di operare all&#8217;interno degli ospedali: una pratica che il sistema sanitario nazionale dovrebbe incentivare perche&#8217; importante dal punto di vista della sicurezza&#8221;. Lo afferma il chirurgo plastico Gaetano Esposito, che spiega: &#8221;Senza nulla togliere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(ASCA) &#8211; Roma, 3 nov &#8211; &#8221;Ritengo che sia una soluzione importante quella di consentire a un <a id="ed_Network_Id_1" title="Ritocco al naso? 1 su 3 ha la sindrome della bruttezza immaginaria" href="http://edintorni.net/network/service/redirect/?ac=asca&amp;ch=1&amp;ac=tiscali&amp;ch=5&amp;rf=http%3A//lifestyle.tiscali.it/bellezza/feeds/11/08/05/t_42_20110805_bellezza_W001_0001.html%3Fchirurgia_estetica" target="_blank">chirurgo</a> <a id="ed_Network_Id_2" title="Ritocco al naso? 1 su 3 ha la sindrome della bruttezza immaginaria" href="http://edintorni.net/network/service/redirect/?ac=asca&amp;ch=1&amp;ac=tiscali&amp;ch=5&amp;rf=http%3A//lifestyle.tiscali.it/bellezza/feeds/11/08/05/t_42_20110805_bellezza_W001_0001.html%3Fchirurgia_estetica" target="_blank">plastico</a> estetico di operare all&#8217;interno degli ospedali: una pratica che il sistema sanitario nazionale dovrebbe incentivare perche&#8217; importante dal punto di vista della sicurezza&#8221;. Lo afferma il chirurgo plastico Gaetano Esposito, che spiega: &#8221;Senza nulla togliere ai colleghi che operano in <a id="ed_Network_Id_3" title="Padova, donna muore dopo una liposuzione: sequestrate le cartelle cliniche | tiscali.notizie" href="http://edintorni.net/network/service/redirect/?ac=asca&amp;ch=1&amp;ac=tiscali&amp;ch=1&amp;rf=http%3A//notizie.tiscali.it/articoli/cronaca/10/09/03/donna-morta-liposuzione.html" target="_blank">cliniche</a> private, si riuscirebbe infatti a controllare maggiormente il settore della <a id="ed_Network_Id_4" title="Anticipazioni ‘Plastik Ultrabellezza’, conosciamo i chirurghi" href="http://edintorni.net/network/service/redirect/?ac=asca&amp;ch=1&amp;ac=newnotizie2&amp;ch=1&amp;rf=http%3A//www.newnotizie.it/2011/04/19/anticipazioni-plastik-ultrabellezza-conosciamo-i-chirurghi/%3Fedintorni" target="_blank">chirurgia</a> ambulatoriale ed in day <a id="ed_Network_Id_5" title="Filler: è boom tra gli uomini!" href="http://edintorni.net/network/service/redirect/?ac=asca&amp;ch=1&amp;ac=tiscali&amp;ch=5&amp;rf=http%3A//lifestyle.tiscali.it/bellezza/feeds/11/01/24/t_24_20110124_news_1800.html%3Fchirurgia_estetica" target="_blank">surgery</a> che interessa la maggioranza degli interventi di estetica ma che rappresenta sempre una situazione delicata. La gestione dei pazienti in day-surgery, infatti, e&#8217; semplice solo apparentemente e richiede una scrupolosa organizzazione e rigorose procedure&#8221;.</p>
<p>In Italia sono solo quattro gli ospedali in cui e&#8217; concesso ai chirurghi plastici ed estetici di esercitare, all&#8217;interno della struttura pubblica, la propria libera professione. Uno di questi e&#8217; il Sant&#8217;Eugenio di Roma dove, nel Centro di Day Surgery del presidio integrato Santa Caterina della Rosa, opera il professor Esposito. Un reparto dotato di tutti i confort, con una sala operatoria all&#8217;avanguardia e con tutti gli standard di sicurezza che la struttura pubblica puo&#8217; offrire.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chirurgia-estetica.eu/salute-esposito-piu-chirurgia-plastica-ed-estetica-in-ospedale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Richiesta di aiuto</title>
		<link>http://www.chirurgia-estetica.eu/richiesta-di-aiuto/</link>
		<comments>http://www.chirurgia-estetica.eu/richiesta-di-aiuto/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 09 Nov 2011 17:40:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>delforno</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog Pazienti]]></category>
		<category><![CDATA[aiuti umanitari]]></category>
		<category><![CDATA[blog chirurgia plastica]]></category>
		<category><![CDATA[cicatrici deturpanti]]></category>
		<category><![CDATA[morso di cane]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chirurgia-estetica.eu/?p=2318</guid>
		<description><![CDATA[<p class="wp-caption-text">Lesioni da morso di cane. Foto di repertorio</p> <p>Buongiorno, la figlia 12enne e la nipote di 4 anni di una mia amica ucraina sono state aggredite da un pitbull che gli ha devastato il viso, al punto che in Ucraina non esistono competenze adeguate al caso. Stiamo pertanto cercando specialisti in grado di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 141px"><img src="http://www.travelclinic.it/image/Av_007th.jpg" alt="" width="131" height="196" /><p class="wp-caption-text">Lesioni da morso di cane. Foto di repertorio</p></div>
<p>Buongiorno, la figlia 12enne e la nipote di 4 anni di una mia amica ucraina sono state aggredite da un pitbull che gli ha devastato il viso, al punto che in Ucraina non esistono competenze adeguate al caso. Stiamo pertanto cercando specialisti in grado di intervenire.  Posso fornire documentazione fotografica.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chirurgia-estetica.eu/richiesta-di-aiuto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>In Gran Bretagna arriva la &#8216;boob tax&#8217;: l&#8217;imposta sulla chirurgia estetica</title>
		<link>http://www.chirurgia-estetica.eu/in-gran-bretagna-arriva-la-boob-tax-limposta-sulla-chirurgia-estetica/</link>
		<comments>http://www.chirurgia-estetica.eu/in-gran-bretagna-arriva-la-boob-tax-limposta-sulla-chirurgia-estetica/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 21:56:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin2</dc:creator>
				<category><![CDATA[Aggiornamenti legislativi]]></category>
		<category><![CDATA[Chirurgia Estetica]]></category>
		<category><![CDATA[Costumi e società]]></category>
		<category><![CDATA[Review]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chirurgia-estetica.eu/?p=2305</guid>
		<description><![CDATA[Roma &#8211; (Adnkronos Salute) &#8211; Con la proposta dell&#8217;agenzia fiscale britannica un decollete &#8216;nuovo&#8217; costerebbe in media mille sterline in più e allo Stato entrerebbero circa 500 milioni di sterline in più. L&#8217;associazione dei chirurghi plastici britannica, la British Association of Aesthetic Plastic Surgeons, per bocca del suo presidente Fazel Fatah ha gia&#8217; fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Roma &#8211; (Adnkronos Salute) &#8211; Con la proposta dell&#8217;agenzia  fiscale britannica un decollete &#8216;nuovo&#8217; costerebbe in media mille  sterline in più e allo Stato entrerebbero circa 500 milioni di sterline  in più. L&#8217;associazione dei chirurghi plastici britannica, la British  Association of Aesthetic Plastic Surgeons, per bocca del suo presidente  Fazel Fatah ha gia&#8217; fatto sapere che la tassa, &#8220;sulla quale la societa&#8217;  scientifica non e&#8217; stata interpellata, si riflettera&#8217; negativamente sui  pazienti. Possiamo solo sperare di trovare un terreno comune nel  proteggere il benessere dei pazienti e l&#8217;ovvia necessita&#8217; di aumentare  le entrate pubbliche&#8221;. Per gli esperti, il problema sara&#8217; soprattutto  quello di &#8216;salvare&#8217; interventi mirati, ad esempio, a correggere difetti  estetici che espongono minorenni a disagio esistenziale.</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chirurgia-estetica.eu/in-gran-bretagna-arriva-la-boob-tax-limposta-sulla-chirurgia-estetica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ecco l&#8217;ultralifting con le staminali  e protesi hi-tech</title>
		<link>http://www.chirurgia-estetica.eu/staminali/</link>
		<comments>http://www.chirurgia-estetica.eu/staminali/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2011 15:47:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin2</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia Estetica]]></category>
		<category><![CDATA[Costumi e società]]></category>
		<category><![CDATA[Novità Scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[Review]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chirurgia-estetica.eu/2297/</guid>
		<description><![CDATA[<p>EGLE SANTOLINI da La Stampa.it Macchine e sostanze naturali rendono gli interventi sempre meno invasivi e spesso soltanto ambulatoriali I chirurghi estetici si riuniscono a congresso. Le novità di un settore che non conosce crisi EGLE SANTOLINI MILANO Lifting sì, ma mininvasivo. E poi l’adipe che viene pompato via da cuscinetti e «culotte de [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>EGLE SANTOLINI da La Stampa.it<br />
Macchine e sostanze naturali rendono gli interventi sempre meno invasivi e spesso soltanto ambulatoriali<br />
I chirurghi estetici si riuniscono a congresso. Le novità di un settore che non conosce crisi<br />
EGLE SANTOLINI<br />
MILANO<br />
Lifting sì, ma mininvasivo. E poi l’adipe che viene pompato via da cuscinetti e «culotte de cheval» e, potenziato dalle cellule staminali, va a rimpolpare zigomi o mascelle. Oppure certi fili chirurgici che tendono la punta del naso in maniera del tutto armonica, per rinoplastiche express, ambulatoriali e con un punto o due di sutura.</p>
<p>Ancora, certe macchine un po’ aliene (e una si chiama pure «Palomar») per ridurre il grasso e scolpire il corpo. Sennò le protesi mammarie di quinta generazione, sempre al gel di silicone ma con superficie testurizzata per dare al seno un aspetto &#8211; per quanto possibile &#8211; naturale. Sono le nuove frontiere della chirurgia estetica e vanno in scena, fino a domani, all’Hotel Marriott di Milano. Qui, per il sessantesimo congresso nazionale della Sicpre, Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, 500 esperti nazionali e un centinaio arrivati da tutto il mondo fanno il punto su una disciplina floridissima, che resiste ai venti di crisi e non smette di suscitare svariati interrogativi.</p>
<p>L’invasione delle labbra a canotto è proprio inevitabile? È questione di pazienti sventate, medici senza scrupoli o tecniche deficitarie? E i progressi della scienza serviranno almeno a impedire quegli zigomi tipo pallina da pingpong?</p>
<p>Certo le tecniche stanno migliorando, velocemente e in tutti i settori. Per esempio nel ramo del «liquid lift», cioè di quelle sostanze che allontanano il ricorso al bisturi o lo sostituiscono del tutto. Andrea Grisotti, presidente del congresso e responsabile dell’unità operatoria di chirurgia plastica alla clinica San Pio X di Milano, spiega che «acido ialuronico, collagene e altre sostanze non assorbibili non solo sono di qualità sempre migliore, e nel caso dello iarulonico ce ne sono ormai di quattro tipi, da quello più liquido per le rughe sottili a quello più denso per gli zigomi. Ma soprattutto sono cambiate le zone in cui iniettarle: non solo il labbro o lo zigomo, ma il sopracciglio, l’orbita oculare, oppure il contorno della mandibola, per un risultato più armonico».</p>
<p>Il nasino alla francese o peggio alla Michael Jackson, piovuto come dal cielo in mezzo a lineamenti del tutto incongrui è un rischio sempre più evitabile. Enrico Robotti, primario di chirurgia plastica agli Ospedali Riuniti di Bergamo, racconta che «sta sparendo l’idea della rinoplastica come pacca amichevole sulla spalla. Cresce la finezza chirurgica e, insieme, arretra l’idea che qualsiasi naso vada bene per chiunque. Dal punto di vista tecnico, lavoriamo sempre di più “all’aperto”, praticando una piccola incisione sul naso. E utilizziamo l’imaging pre-operatoria, per studiare insieme al paziente la soluzione più congrua».</p>
<p>Anche la magia del laser, vecchia di cinquant’anni, secondo Matteo Tretti Clementoni dell’Istituto Dermatologico Europeo, ha fatto passi incommensurabili, nel trattamento delle ustioni e dei fenomeni dell’invecchiamento: «La novità sta nel frazionamento della superficie da trattare, che ora dividiamo in tante piccole isole, inframmezzate da zone di tessuto sano che facilitano la guarigione».</p>
<p>Quanto al lifting, formula magica che tenta e impaurisce il 90% delle donne, Mario Pelle Ceravolo, chirurgo plastico a Roma, spiega che è una questione di equilibrio fra il tirare e il riempire: «Riempire è facile, ma senza togliere l’eccesso di tessuti si finisce per ottenere un palloncino deformato. Ecco spiegati certi orrori».</p>
<p>Pelle (nomen omen) Ceravolo ribadisce che la grande novità è il trapianto di grasso con uso delle staminali, che rassicura le pazienti non disposte a farsi impiantare sostanze artificiali. Ma è altrettanto importante «l’introspezione psicologica, filtrata dalla buona coscienza e dalla buona conoscenza». Per infondere fiducia, il medico deve aver seguito un training adeguato. Questione spinosa, visto che per la legge qualunque laureato in Medicina può operare. Ancora Grisotti: «Lavoriamo perché possa eseguire questi interventi solo chi ha frequentato un corso universitario di cinque anni in chirurgia plastica. Ho visto nasi perfetti fatti da un otorino, ma penso che debba passare il principio della competenza specifica».</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chirurgia-estetica.eu/staminali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Liposuzione: La chirurgia estetica riduce i trigliceridi!</title>
		<link>http://www.chirurgia-estetica.eu/liposuzione-la-chirurgia-estetica-riduce-i-trigliceridi/</link>
		<comments>http://www.chirurgia-estetica.eu/liposuzione-la-chirurgia-estetica-riduce-i-trigliceridi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 05 Oct 2011 12:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin2</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chirurgia Estetica]]></category>
		<category><![CDATA[Novità Scientifiche]]></category>
		<category><![CDATA[Review]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chirurgia-estetica.eu/?p=2283</guid>
		<description><![CDATA[ <p>Scritto da Marianna Camporese //   3 ottobre 2011   // 0 Commenti </p> <p>La presente ricerca  è stata presentata settimana scorsa al prestigioso meeting annuale della American Society of Plastic Surgeons (ASPS).</p> <p> I soggetti che hanno preso parte alla ricerca si sono sottoposti alla liposuzione o all’addominoplastica. Questi potrebbero veder modificato il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><a href="http://www.mondoliberonline.it/author/luigi-pallaoro/">Scritto da Marianna Camporese </a>//   3 ottobre 2011   // <a href="http://www.mondoliberonline.it/liposuzione-la-chirurgia-estetica-riduce-i-trigliceridi/11044/">0 Commenti </a></p>
<p><img title="Chirurgia estetica che fa bene alla salute" src="http://www.pallaoro.com/images/trigliceridi-chirurgia-estetica.jpg" alt="trigliceridi chirurgia estetica" width="376" height="245" /><strong>La presente ricerca  è stata presentata settimana scorsa al prestigioso meeting annuale della American Society of Plastic Surgeons (ASPS).</strong></p>
<p><strong> </strong>I soggetti che hanno preso parte alla ricerca si sono sottoposti alla liposuzione o all’addominoplastica. Questi potrebbero veder modificato il loro metabolismo che diventa meno soggetto a malattie cardiovascolari e altre patologie. È quanto emerge da uno studio su 322 pazienti.</p>
<p>Secondo la ricerca svolta a Kansas (USA), la riduzione dei livelli di trigliceridi circolanti e la conta dei leucociti dopo la procedura di liposuzione hanno evidenziato un effetto positivo sulla riduzione delle sistemica dello stato infiammatorio, e potrebbe chiarire il ruolo del grasso sottocutaneo in relazione a quello viscerale per quanto riguarda i meccanismi di malattia e di diabete di tipo 2.</p>
<p>La ricerca ha dimostrato che i pazienti con livelli di trigliceridi normali non ha subito alcun cambiamento significativo dopo la liposuzione. Tuttavia, i pazienti con livelli di maggiore di 150 mg / dL hanno dimostrato una riduzione del 43%. In effetti, il 62% di questi pazienti i cui livelli sono stati a rischio prima di liposuzione aveva livelli normali dopo la liposuzione. Livelli di trigliceridi superiori a 150 mg/dL sono associati ad un aumento del rischio di diabete di tipo 2, l’ictus, malattia coronarica e malattia vascolare periferica.</p>
<p>I ricercatori hanno esaminato i dati di 270 donne e 52 uomini che hanno in programma una liposuzione. ll 22% erano considerati obesi. Nello studio, 229 sono stati sottoposti alla liposuzione tumescente e 89 sottoposti a liposuzione combinata con addominoplastica. Sono stati eseguiti gli esami del sangue pre operatori a digiuno e nella fase post operatoria dopo 1 e 3 mesi.</p>
<p>Tra i pazienti sottoposti a sola procedura di liposuzione, i livelli medi di trigliceridi è diminuito del 26% (P &lt;.05). Di questo gruppo, il 37% ha presentato con livelli elevati di trigliceridi prima dell’intervento; questa proporzione è scesa al 18% dopo la procedura (P &lt;.001). Pazienti sottoposti a liposuzione con addominoplastica hanno sperimentato risultati meno entusiasmanti.</p>
<p>Approfondisci:  <a href="http://www.pallaoro.com/news/liposuzione-chirurgia-estetica-fa-bene-alla-salute.html">Liposuzione e addominoplastica: La chirurgia estetica che fa bene alla salute! </a></p>
</div>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chirurgia-estetica.eu/liposuzione-la-chirurgia-estetica-riduce-i-trigliceridi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

